Particelle di argento colloidale

Le caratteristiche tecniche

particelle

Dimensione delle particelle  in argento colloidale

Un buon prodotto di argento colloidale deve rispondere a tre caratteristiche tecniche: Dimensione, Superficie, Concentrazione

Nell’argento colloidale la dimensione delle particelle è  fondamentale. Più la misura della particella è ridotta Migliore sarà la sostazna.

Immaginiamo una moneta di argento, da un dollaro americano, ebbene questa moneta contiene 26,96 grammi di argento ed ha un diametro di 40 mm, con una superficie di circa 27,70 centimetri quadrati.

Se dividessimo la moneta,  in piccolissime particelle con diametro di 1 nanometro ciascuna e misurassimo la superficie totale di tutte queste particelle, avremmo una superficie complessiva di 11.400 metri quadrati, cioè oltre 1,1 ettaro. Si tratta di una misura enorme.

Da questo semplice esempio, è adesso facilmente comprensibile che più è ridotta la dimensione delle particelle, maggiore è la sua superficie Quindi possiamo affermare che:

Più la particella è piccola, maggiore sarà la sua superficie totale e maggiore sarà ovviamente l’efficacia, nel caso di particelle di argento colloidale

Superficie delle particelle in argento colloidale

Altro parametro importante, quando si parla di argento colloidale, è la superficie delle particelle, caratteristica importante e strettamente correlata alla “dimensione”.

Entrambe determinano l’efficacia antibatterica.

Per fare un  esempio più pratico, possiamo pensare ad una mela. Quando intera, avrà “x” di superficie, se la dividessimo a metà, la sua superficie aumenterà notevolmente, se ne faccessimo quattro pezzi, ecco che, la superficie aumenta ancora e così all’infinito. Maggiori saranno i pezzettini di mela, più alta sarà la superficie.

Le più piccole particelle prodotto sono frutto di produzioni da parte di una azienda italiana ed arrivano alla ridottissima dimensione di 0,62/0,63 nanometri. Non se ne trovano di più piccole.

L’efficacia è data dalla capacità dei colloidi, di interagire con l’ambiente, come nella chimica, dove la superficie delle sostanze determina come esse reagiscono e interagiscono tra loro.

Concentrazione delle particelle in argento colloidale

La concentrazione di metallo in un liquido si misura in “ppm” (parti per milione) ed esprime il rapporto del suo peso verso quello del liquido, in cui esso è sospeso.

Bisogna porre attenzione, poiché spesso quest’unità di misura, è presa come riferimento principale per confrontare i prodotti di argento colloidale.

Quando le particelle sono grandi  – scarsa qualità – hanno  un peso maggiore ed una bassa superficie, quindi anche una bassa efficacia.

Contrariamente, quando sono piccole – buona qualità – pesano meno, in concentrazione sono maggiori, hanno un’alta superficie e quindi anche una maggiore efficacia.

I ppm generano spesso confusione e per ragioni commerciali, alcuni produttori spostano l’attenzione su questo valore.

La qualità di un prodotto di argento colloidale dipende principalmente dalla superficie e dalla dimensione della particella.

Le più piccole particelle misurate in laboratorio sono solo un paio di volte il diametro degli stessi atomi e misurano meno di un nanometro (NM).

La superficie massima di particelle efficaci si ottiene quando si ha una elevata concentrazione di particelle con diametro inferiore a un nanometro.

La misurazione dei ppm in una sospensione di argento colloidale, richiede una particolare e sofisticata attrezzatura disponibile solo da poche Università in Italia.

Il “conduttivimetro” è  strumento inidoneo per misurare i ppm, misura microsiemens e se lo si utilizza per i PPM darà un risultato falsato.

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