Effetto Tyndall

Chi era John Tyndall
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John Tyndall

L’ Effetto Tyndall è un fenomeno di dispersione della luce dovuto alla presenza di particelle, con dimensioni comparabili a quelle delle lunghezze d’onda della luce incidente, presenti in sistemi colloidali, nelle sospensioni o nelle emulsioni.

Il nome proviene dallo scienziato irlandese John Tyndall (1820 – 1893), che per primo lo descrisse nel XIX secolo, senza però trovarne una spiegazione convincente.

Fu il fisico Gustav Mie (1868 – 1957) che lo spiegò in maniera rigorosa nel 1908.

Questo scienziato consegui la laurea nel 1850 in quanto esercitò per alcuni anni la professione di geometra e ingegnere.

Fù professore alla Royal Institution di Londra, divenne ben presto amico di Michael Faraday.

Divenne famoso in quanto fu il primo scienziato a dimostrare sperimentalmente l’esistenza dell’effetto serra.

Fece anche ricerche di ottica sull’azzurro del cielo, sul calore e sulla propagazione del suono.

Di grande interesse è il fenomeno che va sotto il nome di effetto Tyndall, consistente nel fatto che illuminando con un pennello di luce un mezzo torbido, il percorso del pennello può essere osservato da una posizione laterale, in modo analogo si verifica quando un sottile fascio di luce attraversa una stanza buia o in penombra nella cui atmosfera sia sospeso del pulviscolo.

Questo effetto è di grande importanza nello studio delle sostanze colloidali compreso l’argento colloidale.

Oltre che per le sue ricerche, Tyndall è noto anche per essere stato un grande maestro di fisica, per rendere semplici e facilmente comprensibili gli argomenti scientifici ideò, fra l’altro, semplici esperimenti scolastici, alcuni dei quali sono tuttora impiegati nelle scuole.

Vari suoi scritti costituiscono ancora oggi dei modelli per l’insegnamento e la divulgazione della fisica conservando il rigore scientifico.

Tyndall è stato anche uno dei grandi esploratori delle Alpi nella fase pionieristica di metà ottocento.

Cos’è l’effetto Tyndall

L’effetto Tyndall è dovuto al fatto che il diametro medio delle particelle disperse è maggiore della lunghezza d’onda della radiazione luminosa (nello spettro visibile).

effetto tyndal

Effetto tyndal: i colloidi diffondono la luce, rendendo visibile un raggio. La soluzione non disperde luce.

Questo effetto, è evidente per un osservatore disposto perpendicolarmente alla direzione del fascio luminoso.

Al contrario, un raggio luminoso è invisibile, qualunque sia la posizione dell’osservatore, se passa attraverso una soluzione vera e propria o un liquido puro, in quanto, il diametro medio delle particelle è minore della lunghezza d’onda dei raggi luminosi (l’interazione materia-radiazione è quindi minima o nulla).

Il fenomeno è facilmente rilevabile nella vita di tutti i giorni ad esempio osservando raggi di luce quando attraversano sistemi in cui sono sospese o disperse delle particelle solide o liquide (ad esempio della polvere o delle gocce d’acqua).